














Quando la cliente è un architetto aumentano sicuramente le aspettative e le esigenze ma, al contempo, si gestisce meglio il cantiere perché si migliora l’intesa tra le parti soprattutto per la risoluzione dei problemi tecnici che spesso si riscontrano in corso d’opera.
In questo caso il progetto non prevedeva modifiche sulla distribuzione degli spazi interni e il lavoro di ristrutturazione si è concentrato sul consolidamento degli intonaci, il rifacimento degli impianti e sull’ottenimento dei risultati estetici prefissati dalla cliente.
La prima condizione era quella di avere una texture “ruvida” omogenea su pareti e soffitti e per ottenerla abbiamo scelto una finitura a base di calce data a frattazzo. Il risultato è questa bellissima continuità di colori e superfici che è confermata grazie al gusto ricercato della proprietaria per la scelta mirata di materiali e arredi. Le porte “filomuro” e l’assenza del battiscopa sottolineano l’idea e lo stile minimal richiesto.
La porta in acciaio a tutta altezza è un’altra bellissima idea della cliente per nascondere un comodissimo ripostiglio che nella versione ante operam era alquanto anonimo.
Di seguito il confronto tra il prima e il dopo.
Anche il bagno è stato stravolto “nascondendo” alla vista i due sanitari ed optando per un “gioco di piani” in cui la mensola per il lavabo diventa un comodo piano di appoggio che, opportunamente reso impermeabile, raggiunge anche l’interno della doccia walk-in.
Di seguito il confronto tra il prima e il dopo.
Ecco le foto del cantiere:















